E alla fine arriva Adele!

Mentre aspettavo Adele ero decisamente più preoccupata di quanto non fossi stata con Bianca.

Innanzitutto perchè c’ero già passata una volta e, nonostante abbia avuto un primo parto molto sereno, sapevo a cosa andavo incontro. Ricordavo ancora i dolori delle contrazioni che con Bianca erano arrivati subito forti dopo la rottura delle acque. Avevo fatto l’epidurale ma questa volta temevo non me l’avrebbero fatta perchè “con il secondo fai presto!”… dov’è scritto?

Inoltre avevo il pensiero di lasciare a casa Bianca, di quando sarebbe successo, di cosa avrebbe pensato, se si sarebbe sentita trascurata…

Insomma, avevo molti pensieri e timori.

Ecco com’è andata!

7 novembre. E’ mattina, Bianca è alla scuola materna, mi faccio una doccia, poi faccio pipì e mi accorgo che c’è qualcosa che non va: sangue.

Ok, ci siamo.

Chiamo mio marito che viene a casa dal lavoro e andiamo in pronto soccorso. Siamo pronti.

Visita: signora, sta perdendo il tappo mucoso (bleahh!). Torni pure a casa, non è il momento.

Falso allarme.

8 novembre. Sono a pranzo da mia mamma e mentre sto mangiando le dico “Sai, ho la sensazione come se mi mancasse il fiato…” e lei mi risponde “Prova a segnarti ogni quanto ti succede”

Ogni tre quarti d’ora. Comincio a tenere d’occhio l’orologio.

Il fiato corto diventa contrazioni leggere, ogni mezz’ora, poi una salta, poi ogni venti minuti.

Bianca torna a casa da scuola, stiamo un po’ insieme, so che saranno le ultime ore esclusive. Giochiamo a nascondino, ogni tanto mi fermo, quando arriva la contrazione, respiro a fondo, segno l’orario e riparto.

Mi sistemo i capelli con la piastra; vuoi non arrivare pettinata al primo appuntamento con l’amore della tua vita?

Arriva l’ora di andare a letto, sì ma chi dorme?

Lascio che Marco si riposi, intanto le contrazioni aumentano di intensità e frequenza. Il fatto che siano arrivate così lentamente mi ha permesso di gestirle fino ad ora.

Contrazioni ogni quarto d’ora, 10 minuti.

Faccio una doccia calda, Marco si sveglia.

Contrazioni ogni 5 minuti, una forte e una debole, è il momento.

Sono le 3 circa quando arriva la nonna, le affidiamo Bianca che nel frattempo sta dormendo serenamente e partiamo.

Arriviamo in ospedale e le contrazioni sono diventate ogni 5 minuti, forti.

Non voglio sedermi perchè ricordo quanto avevo sofferto da seduta durante il travaglio di Bianca. Mi chiamano per visitarmi e adesso ho davvero paura perchè ricordo che anche questo mi aveva fatto molto male. Mi sdraio sul lettino, il ginecologo si avvicina e mi controlla e… io non sento nessun dolore! Com’è possibile?

Poi si gira verso l’ostetrica e le dice “6 cm, portatela pure in sala travaglio.”

6 cm??? Cioè, mi sono dilatata di 6 cm da sola, a casa???

Esco dalla sala, guardo mio marito che era rimasto fuori e gli dico come se avessi vinto le Olimpiadi “Amore!!! Sono 6 cm!!!”

Sono le 4:11.

Dico subito che vorrei la parto analgesia (epidurale) e come temevo l’ostetrica mi risponde “Ma sì, adesso vediamo, magari ci metti poco e non ne hai nemmeno bisogno!” A mio favore le dico che durante il parto precedente con l’epidurale mi sono dilatata e ho partorito molto velocemente!

Inizia il monitoraggio e purtroppo devo sdraiarmi… avrei voluto stare in piedi ma non posso. Dopo una mezz’oretta senza cambiamenti sostanziali (ancora 6 cm) decidono  di chiamare l’anestesista.

Quando ho partorito Bianca, l’anestesista era dell’ospedale, veniva quindi chiamato ovunque si trovasse, procedeva con l’epidurale e poi andava via. Adesso il reparto maternità ha un anestesista dedicato che quindi resta a disposizione. Arriva questa dottoressa e si mostra inizialmente un po’ scontrosa, mi dice che sono troppo tesa e non riesce a infilarmi l’ago: scusa se non sono rilassata! L’intervento dell’ostetrica è provvidenziale, finalmente riescono a posizionare il catetere nella schiena  e comincia a farmi l’epidurale. Mi spiega che me la farà poco alla volta in modo da fare solo quella realmente necessaria.

Il dolore diminuisce ma non come era stato con Bianca. Non è 10 ma è comunque 8 per capirci…

Sono agitatissima, ho freddo, non riesco a stare ferma, le gambe sbattono per la tensione. Penso a Bianca e l’insieme di tutte queste emozioni mi porta alle lacrime.

Finalmente, durante una contrazione, rompo le acque.

Con Bianca avendo parecchia epidurale le ostetriche mi avevano aiutato dicendomi quando spingere, ma adesso le contrazioni le sento e loro mi dicono semplicemente “Se ne senti il bisogno spingi”.

Ad un certo punto l’ostetrica dice “Ok, prepariamoci che nasce” e mio marito risponde “Cosa?”

“Amore, ci siamo, sta per nascere!” Peccato che io debba ancora iniziare a spingere seriamente.

L’anestesista aggiunge “Ok, questo avanzo di epidurale lo butto!”

Io vorrei risponderle “COSAAAAAAAAA???” ma mi trattengo.

Arriva la contrazione, la sento bene e spingo…

Spingo e fa male, non come l’altra volta.

Spingo, spingo, spingo, arriva la testa, comincia a uscire ma passa la contrazione…

“Aspetta la contrazione” mi dicono.

Con la testa a metà strada???? Dolore forte.

Finalmente la contrazione torna e spingo con tutte le mie forze.

Un dolore indescrivibile, ma la testa esce.

Vorrei spingerla tutta fuori ma “Devi aspettare la contrazione!”

Le gambe tremano più che mai e l’ostetrica mi dice (con il tono più dolce del mondo) “Federica non chiudere le gambe, c’è la testa della tua bambina.”

Voglio spingere, voglio spingere!

Finalmente arriva la contrazione, l’ultimo sforzo.

E’ nata!!!

Piango, tantissimo, un po’ di dolore ma soprattutto di gioia, di tensione che si scioglie. Con Bianca era stato tutto meno intenso e non avevo pianto.

L’alba accoglie Adele al suo arrivo nel mondo, sono le 6:57 del 9 Novembre 2016.

E’ nata nel mio mese, Novembre, il giorno del suo papà, il 9.

Guardo l’ostetrica e le dico “Hai visto? Te l’avevo detto che con l’epidurale avrei partorito prima del cambio turno! ;-)”

2 punti, giusto per aver partecipato, poi in piedi e subito via per la prima poppata…

E il primo selfie con mamma e papà.

Benvenuta Adele!

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h.8,30

 

4 risposte a "E alla fine arriva Adele!"

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