E alla fine arriva Bianca

E’ lunedì 21 ottobre, io sono a 40+6, quasi una settimana oltre il termine.

Sono stanca, la pancia pesa, dormire ormai è un’impresa, esco poco perché non sopporto più la gente che vedendomi esclama –non è ancora nata???- secondo te, cosa dici?

L’attesa è snervante e la tensione aumenta.

Ho fatto il controllo a termine. 1cm.

Poi un secondo controllo qualche giorno dopo. Ancora 1 cm.

Mi aspettavo qualcosa di più visti i doloretti vari che avevo. Da qualche giorno non ho più nemmeno quelli, nulla che possa far pensare ad un travaglio imminente, mi sento quasi meglio…

Verso le 19 ricevo la telefonata del mio ginecologo:

– Buonasera, allora come andiamo? –

– Ancora niente purtroppo… penso che ormai andrò a fare l’induzione giovedì… –

– Non si scoraggi, mancano ancora 3 giorni, il travaglio può cominciare da un momento all’altro. Comunque volevo dirle che io sono in ferie obbligate perché ho lavorato troppo e quindi sarò in ospedale forse mercoledì mattina per sbrigare alcune incombenze burocratiche…

Molto bene.

Ceniamo, poi stiamo un po’ sul divano a guardare Colorado.

– Amore, io vado a dormire. –

– Ok, tra poco ti raggiungo. –

Mi addormento, poi verso le 2 sento qualcosa di caldo; mi alzo e vado in bagno.

Ho rotto le acque. Non a cascata, come mi aspettavo, ma ne sono sicura. Per fortuna ormai da un mese dormivo con un telo assorbente nel letto!

Sveglio mio marito: “Amore, ho rotto le acque!” Risposta: “sei sicura che non sia pipì?”

“Sììì, ne sono sicura!” “…sono andato a letto mezzora fa… Ok, prepariamoci per andare in ospedale.”

La strada è deserta. Ad ogni buca o dosso sento un po’ di acque che escono. Non ho dolori. Arriviamo, visita, sono 3 cm, monitoraggio e antibiotico (per tampone positivo allo Streptococco).

Verso le 4, ancora senza dolori mi assegnano una camera e mi dicono di fare una doccia calda che sicuramente aiuterà a far partire il travaglio.

Comincio a fare la doccia e cominciano i primi doloretti che scatenano… un terribile mal di pancia! Non è una delle cose più poetiche ma è proprio così che è iniziato il mio travaglio, probabilmente complice anche la tensione… meglio prima che in sala parto!

Nel giro di un’ora le contrazioni diventano dolorose e vengo spostata in sala parto dove mi visitano e con mia grande sorpresa sono ancora solo 3 cm!

Mi viene da piangere… sono seduta su una poltrona, attaccata al monitoraggio, i dolori sono intensi e io non riesco a gestire il dolore che aumenta. Mi contorco, sono sullo spigolo di quella maledetta poltrona blu e non riesco né ad alzarmi né a sdraiarmi. Stritolo la mano a mio marito che si sente impotente perché non può fare nulla per aiutarmi.

Dico all’ostetrica che vorrei fare l’epidurale, anche perché tesa come sono adesso potrei metterci ore per dilatarmi (visto che in 3 ore non ho fatto nemmeno un centimetro!) e arriverei distrutta al momento di spingere… L’ostetrica temporeggia un po’, dice che devono chiamare l’anestesista –che non è di reparto ma è dell’ospedale, quindi può essere impegnato ovunque- dopo, visto che io insisto, mi spiega che il battito della bimba ha leggermente rallentato mentre mi visitava, quindi preferisce verificare che il tracciato rimanga regolare per un po’.

Non ce la faccio più… siamo io e mio marito, l’ostetrica è fuori dalla sala. – Urlo perché così fuori mi sentono – dico a mio marito, come se fuori non sapessero che io sono lì e sto male.

Verso le 7,30 arriva l’ostetrica e mi dice che (finalmente!) ha chiamato l’anestesista.

Non ero convintissima di fare l’epidurale, l’idea di un ago nella schiena non mi entusiasma, ma il dolore è talmente forte che chissenefrega, fate qualsiasi cosa, basta che passi!

Arriva l’anestesista, con estremo sforzo devo stare immobile, mi fa l’epidurale, non sento dolore, sarà che le contrazioni sono già dolorose, poi mi metto sdraiata. Mio marito esce per andare dai miei genitori che nel frattempo sono arrivati in ospedale.

Io sono stanchissima, tanto che mi addormento.

Passa mezzora, forse 45 minuti, il dolore non c’è più, io mi sono riposata e l’ostetrica mi dice che è il momento di visitarmi di nuovo.

Ho già i brividi all’idea del dolore che ho sentito prima, mi metto in posizione e chiudo gli occhi…

Sei già di 9 cm! Mettiti in piedi, così comincia a scendere…

9 cm? 9cm??? Cioè mi sono dilatata di 6 cm in tre quarti d’ora, mentre dormivo?

Un grazie di cuore all’inventore dell’epidurale!

Sono senza parole, euforica, mi metto in piedi e comincio a chiacchierare con l’ostetrica e la tirocinante che mi assiste, mio marito entra nella sala e mi trova così, come fossi al bar!

E’ sconvolto, ma sollevato!

Poco dopo la bambina è in posizione ed è il momento di spingere.

Avendo fatto l’epidurale non sento il dolore ma solo una forte pressione verso il basso e bisogno di spingere. Le ostetriche mi aiutano dicendomi quando spingere, cominciano a vedersi i capelli e visto che l’atmosfera è molto rilassata, provano a coinvolgere mio marito – vuoi vedere? Si vedono i capelli! – Da quel momento assisterà a tutto il parto in prima fila (che stomaco!) Spingo a lungo, ma forse in modo non molto efficace, anche se le ostetriche fanno un tifo da stadio del tipo – vai! Sei bravissima! Così! – degli angeli praticamente.

Coinvolgono il ginecologo di turno e decidono di praticarmi l’episiotomia, che detto in parole povere è un taglio per facilitare l’uscita del bambino – grazie a Dio ho l’epidurale perché il rumore delle forbici ce l’ho ancora nelle orecchie.

Spingo di nuovo, adesso è la volta buona, la testa esce.

Sento mio marito che chiede all’ostetrica: – Respira? –

– Non ancora, respirerà quando sarà uscita tutta –

Ancora una spinta e nasce. La sento che si muove, una sensazione che non dimenticherò mai.

Spingo con tutta la forza che ho. Dai! Dai!

E’ nata! 22 Ottobre 2013, 9:57

Sento mio marito che grida – Sììì! Sììì! –

Me la mettono subito in braccio, è splendida, finalmente ci conosciamo.

Ciao Bianca, benvenuta!

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La sua prima foto! h.10:01

Non piango, resto incantata a guardarla. La situazione è molto rilassata, quasi surreale. Il papà taglia il cordone. Restiamo un po’ a guardarci, lei sente la voce del papà e si gira a guardarlo con i suoi occhioni blu. Poi gliela danno in braccio e insieme vanno a fare il bagnetto e i primi controlli.

3,160Kg 48,5cm in ottima salute.

Nel frattempo io devo espellere la placenta, ci metto un po’, poi mi devono mettere i punti, l’unico momento in cui interviene il ginecologo.

Quindi mi fanno alzare e mi mettono seduta nel corridoio delle sale parto, accanto alla mia vicina di sala e compagna di stanza che ha partorito mezzora prima di me. Bianca si attacca subito al seno. Mi sembra di averlo fatto per tutta la vita.

Arriva il momento di portare Bianca al nido. Io devo rimanere ancora un po’ in osservazione e devo tornare in stanza. Esco dalla zona parto sulle mie gambe e incontro i miei suoceri (mio suocero non si è ancora ripreso dallo shock di vedermi camminare subito dopo il parto), poi mi raggiungono anche i miei genitori. Dopo 2 ore posso finalmente raggiungere Bianca nella mia nuova camera.

Finalmente insieme!

Il giorno dopo è passato il mio ginecologo – cosa le avevo detto? Il travaglio può iniziare da un momento all’altro –

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