Allattamento: la mia esperienza

Si è appena conclusa la settimana per l’allattamento materno, movimento mondiale che in Italia si svolge appunto dall’1 al 7 ottobre, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere l’allattamento al seno. In occasione di questa ricorrenza volevo condividere con voi le mie esperienze in merito all’allattamento.

Anche prima di avere le mie figlie ho sempre pensato che avrei allattato. Ho sempre visto l’allattamento come una cosa naturale, mia madre aveva allattato senza problemi e io non avevo preso in considerazione la possibilità di non riuscirci, forse con un po’ di leggerezza. In realtà, proprio un anno prima di avere Bianca, quando ancora non ero incinta, ho visto una mia carissima amica lottare con un allattamento faticoso, non tanto per il latte che era abbondante, quanto con un neonato che non si attaccava al seno nel modo corretto, causandole ragadi, sangue e facendo diventare il momento della poppata un vero incubo, fino alla decisione di smettere. Era la prima volta che vedevo da vicino una situazione del genere e in cuor mio speravo che il mio allattamento andasse meglio…

Quando Bianca è nata, me l’hanno fatta attaccare subito al seno, già in sala parto. L’emozione è stata fortissima, l’attacco però non era dei migliori, infatti tendeva a tirare su la lingua e la suzione non avveniva nel modo corretto. Per fortuna la struttura dove ho partorito è molto attenta al tema dell’allattamento materno e da subito ho ricevuto un grandissimo supporto, da parte di tutto il personale. Anche l’ostetrica del turno di notte, appena arrivata, è venuta subito da me e mi ha detto “Ciao, mi ha detto la collega che la bambina fa un po’ fatica ad attaccarsi, posso aiutarti?”. Avrebbe potuto chiudersi nella saletta del personale ed essendo notte io non sarei andata a chiamarla, invece la sua collega l’aveva informata e lei ha avuto la premura di venire ad aiutarmi. Professionalità e umanità. Questa cosa mi ha impressionata positivamente e commossa. Inoltre l’ospedale, nel caso in cui ci siano problemi relativi all’allattamento al seno, in accordo con la madre, fornisce il suo nominativo al consultorio di zona dove essa, una volta dimessa, potrà recarsi per ricevere supporto per proseguire l’allattamento nel migliore dei modi e anche nel mio caso è stato così. Pochi giorni dopo essere stata tornata a casa sono stata contattata dal consultorio e la settimana successiva mi ci sono recata. In realtà il supporto delle ostetriche in ospedale era già stato decisivo per correggere l’attacco al seno e in una settimana era arrivata anche la montata lattea. Al consultorio hanno verificato che l’allattamento fosse ben avviato, si sono resi disponibili per qualsiasi dubbio o problema e sarei potuta andare ogni volta che volevo.

Per la modalità di allattamento ho seguito i consigli di Tracy Hogg, riportati nel suo libro “Il linguaggio segreto dei neonati” (il mio must have da leggere!). Ho allattato Bianca a richiesta le prime settimane, per far partire bene l’allattamento –soprattutto di notte quando la prolattina è più alta!- , dopodiché ho cominciato a prestare più attenzione agli orari, rimanendo comunque flessibile. Ovvero, se Bianca cercava il seno dopo 2 ore e mezza anziché 3 la allattavo, se cercava dopo solo 1 ora, provavo a interpretare il suo bisogno e spesso scoprivo che non si trattava di fame, bensì di sonno o bisogno di coccole. Ovviamente c’erano le eccezioni, come gli scatti di crescita, ed in quei giorni si allattava a qualsiasi ora.

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Per noi donne “sotto la terza” l’allattamento è un momento di GRANDE soddisfazione! 😉

Ho allattato Bianca per 9 mesi, in modo molto sereno, ovviamente con i dubbi quotidiani di ogni neomamma, in primis “avrà mangiato abbastanza?”. Ho iniziato lo svezzamento attorno ai 5 mesi come da indicazione della pediatra ed arrivata a 9 mesi, quando ormai la allattavo sola la mattina (non ha mai poppato prima di dormire) e avevo poco latte, ho sentito fosse arrivato il momento di passare al latte di proseguimento. Lei non ha avuto nessun problema a lasciare il seno, non l’ha più cercato, forse perché non l’ha mai usato come consolazione; da parte mia ovviamente c’è stata un po’ di malinconia, ma ho seguito il mio istinto.

Con Adele, avendo avuto un’esperienza così positiva con Bianca, ero ovviamente molto più sicura di me (il dubbio “avrà mangiato abbastanza?” penso che ci sia sempre!). Lei si è dimostrata subito una ciucciatrice professionista e in 2 giorni dal parto si è presentata la montata lattea.

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La prima poppata non si scorda mai

Ho seguito le stesse modalità che avevo utilizzato con sua sorella, visto che avevano funzionato bene e, in modo del tutto casuale, anche con lei l’allattamento è durato per 9 mesi. La parte più dura di questo allattamento è stata la gelosia di Bianca che puntualmente ad ogni poppata della sorella lamentava bisogni fisiologici (mi scappa la caccaaaaaaa!) e combinava marachelle. Ho allattato dappertutto, il posto più bello è stato senza dubbio sotto un abete ai bordi di una pista da sci!

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Un selfie con la pancia piena!

Avendo iniziato il nido a 6 mesi ovviamente ho dovuto anticipare lo svezzamento e a luglio, quando ormai la allattavo solo a colazione e ogni tanto a merenda, con ormai poco latte, a causa di una laringite e conseguente antibiotico, ho interrotto.

Ho avuto 2 allattamenti splendidi, tuttora se vedo una mamma che allatta provo nostalgia… vorrei che ogni madre potesse avere un’esperienza serena come la mia.

Purtroppo penso che, a prescindere dall’impegno, una buona componente sia anche fortuna. Fortuna di avere un parto senza complicanze, di avere un neonato ben predisposto (che si attacca bene, senza reflusso, ecc.), di avere presto la montata lattea, di avere il supporto di ostetriche, consultori, ma anche delle persone care. Ci sono madri che si impegnano in tutti i modi ma che purtroppo non riescono ad allattare e spesso questo può essere mortificante in un momento in cui già gli ormoni girano a 1000 all’ora.

Quello che mi sento di dire alle future mamme è credete in voi stesse e nella forza della natura! E alle neomamme che hanno problemi con l’allattamento in primis di cercare supporto da figure specializzate (ostetriche, medici, consultori) e poi che un allattamento fortemente stressante non fa bene né alla mamma né tantomeno al bambino. Quindi l’allattamento materno è sempre la scelta migliore e ha molteplici benefici per mamma e bebè (per le informazioni scientifiche potete fare riferimento al sito della Leche League http://www.lllitalia.org/ ), ma se il vostro allattamento non dovesse andare a buon fine, il vostro bambino crescerà ugualmente, forte e sano.

Non è una gara a chi allatta di più, non è la durata né la possibilità di allattare che definisce il valore di una madre.

Se volete raccontarmi la vostra esperienza ne sarò molto felice!

4 risposte a "Allattamento: la mia esperienza"

  1. Ciao sono Silvia ti scrivo riportandosi la mia esperienza con Diego nmbimbo di nove mesi. Non si è mai voluto attaccare dal canto mio ho un seno con il capezzolo rientrante e nell altro avevo le ragadi😢per me nn è stato un problema richiedere subito l aggiunta e proseguire con il mio allattamento x due mesi tirando il latte che poi si è esaurito…se tornassi indietro farei la stessa cosa non mi sento minimamente mortificata

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  2. Da quello che sento, tante mamme non vengono aiutate e informate correttamente, in ospedale o dal pediatra, quindi nel momento in cui si trovano in difficoltà o hanno dei dubbi mollano. Poi se una mamma decide di non allattare a priori quello è un altro discorso… sicuramente allattare al seno è un impegno, il biberon lo può dare anche il papà o la nonna.

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