Mom at work!

Il lavoro in Italia è un tasto dolente, si sa, e lo è ancor di più per le donne, soprattutto per le mamme.

In una società “fondata sul lavoro”, come recita la nostra Costituzione, anche la decisione di avere un bambino è inevitabilmente legata alla situazione economica e lavorativa dei futuri mamma e papà.

La Costituzione italiana riporta:

Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

In verità sappiamo che la situazione nel nostro Paese è molto differente… Il lavoro per tanti è un miraggio, quando dovrebbe essere un diritto.

Le donne fanno fatica a trovare un lavoro perché sono viste come potenziali madri; le madri, se ce l’hanno, spesso vengono lasciate a casa alla prima scadenza di contratto o messe nelle condizioni di lasciare perché non riescono a coniugare famiglia e lavoro. Premesso che le mamme lavorano sempre, lavorare fuori casa oppure no dovrebbe essere una scelta e non una scelta obbligata.

Ovviamente non tutte le realtà sono così, ad esempio la mia esperienza è stata decisamente diversa.

Con la prima maternità mi sono assentata da 2 mesi prima del parto e sono rientrata praticamente un anno dopo. Ero una mamma alle prima armi, inesperta e volevo godermi la mia bambina il più a lungo possibile, visto che comunque al mio rientro sarebbe dovuta andare all’asilo nido tutto il giorno.

Al mio rientro al lavoro ho trovato qualche cambiamento ma sostanzialmente le mie attività e il mio posto erano ancora lì ad aspettarmi. Il primo anno di asilo nido è stato un susseguirsi di malanni e anche in questo caso il mio responsabile (padre di 3 bambine!) è stato molto comprensivo. Al bisogno prendevo qualche ora di permesso, mi alternavo con mio marito, la nonna (che lavora part-time), la babysitter e quando potevo mi fermavo oltre il mio orario, oppure il sabato in cui di solito non lavoro, per stare al passo e in qualche modo ci siamo barcamenati…

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Ecco svelato il mio vero capo!

Quando sono rimasta incinta la seconda volta avevo già messo in conto di rientrare prima al lavoro rispetto alla precedente maternità, un po’ perché ero più esperta, ma anche per “ripagare” la disponibilità e la correttezza che l’azienda aveva avuto nei miei confronti. Ovviamente mi riservavo di conoscere la creatura che portavo in grembo perché, se Bianca era sempre stata una neonata solare e socievole che si era svezzata e inserita al nido senza problemi, non sapevo se anche questa volta la fortuna mi avrebbe assistito.

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Al lavoro, molto incinta!

Adele si è rivelata una neonata estremamente tranquilla, anche più di sua sorella e così io sono rientrata al lavoro 6 mesi dopo il parto e lei ha iniziato l’asilo nido, usufruendo del Bonus Infanzia.

Vi spiego in cosa consiste.

Lo Stato, tramite l’inps, permette di rinunciare alla maternità facoltativa, per un numero di mesi scelto dalla madre e in cambio offre un contributo fino a 600€ per ogni mese a cui si rinuncia, per servizi di asilo nido (erogato direttamente alla struttura) o di baby-sitting (in voucher).

Questo tipo di bonus era stato proposto per la prima volta nel 2013 ed è stato rinnovato anche per il 2017-2018.

A mio parere, al momento in Italia, questo è uno dei pochi strumenti per favorire il rientro delle mamme dalla maternità, alleggerendo il peso economico del nido almeno per qualche mese. E’ un piccolo passo, c’è ancora molto da fare per creare una vera politica di sostegno alla maternità. Non credo ci sia bisogno di lunghi congedi o di bonus una tantum (i famosi 80€ al mese) ma di contratti di lavoro, di stipendi adeguati, di strutture valide a prezzi accessibili, che ci permettano di lasciare i nostri bambini in serenità.

Vi va di raccontarmi un po’ di voi? Siete tornate al lavoro o avete deciso (o siete state “costrette”) di stare a casa con i vostri cuccioli? Conoscevate o avete richiesto il Bonus Infanzia?

Sul sito dell’inps potete trovare la guida per saperne di più!

https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemDir=50575

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